OT
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Caro Pino,
e' tutta colpa del Papa e del Vaticano. Facci caso.
Il Papa, parla di famiglia e non ha una famiglia. Parla di anticoncezionali . . . e non scopa. Parla di poverta' . . . ed e' ricco sfondanto. . . .
Il Papa e' il capofila di tutti i cialtroni. La presenza del Vaticano ha trasformato gli italiani in tanti piccoli "pontefici" che pontificano.
Tanti cialtroni.
Cialtrone. nel senso etimologico del termine: che dicono e parlano di quello che non fanno. Non e' una offesa (qualcuno sbagliando si 'e offeso) e' una definizione: "quello li che parla ma non fa mai quello che raccomanda ad altri di fare e discute di quello che si dovrebbe fare, senza lui mai provarci nemmeno a fare" . . . e' un po' lungo . . . per cui servive per un atteggiamento, cosi' diffuso nel nostro paese, un vocabolo che singtetizzasse
Cialtrone.
A questo sono arrivato dopo profonde meditazioni storiche: quanto accade in Italia sarebbe inconcepibile nel paese in cui vivo che e' protestante fino al midollo anzi ANABATTISTA per cui: estremista-protestante (l'anabattismo era ed e' la forma radicale del protestantesimo).
Dove vivo (anabattisti, anti papisti) una cosa del genere, come il cialtrone, non e' nemmeno concepibile. Si dice "Grand gueule" (grande gola) per molto meno: "quello che parla piu' del necessario". L'idea che poi non faccia . . . non e' nemmeno pressa in considerazione . . . non e' ritenuta possibile.
Ai primi tempi mi stupivo che una patologia come il cialtronismo italico potesse esistere . . . adesso capisco meglio.
. . . il vaticano . . . ! ! !
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Intendiamoci, il cialtrone (ripeto, non e' una offesa, e' una mera definizione. Significa: QUELLO CHE PARLA E NON FA), il cialtrone, dicevo, NON E' UN NEMICO.
NOn va trattato come tale! Sarebbe un grave errore.
Infatti il suo cialtronare e' pur sempre una apprezzabile manifestazione di interesse.
Quella forma del suo manifestare interesse, pero', non deve ingannare: i cialtroni pontificano come piccoli pontefici, pertanto NON FANNO.
Prenderli per seri, e prendere il loro interesse (vero e reale) per quaolcosa di "normale" e quindi "fattivo" sarebbe un errore altrettanto grave. L'intero coordinamento si arenerrebbe nelle secche del cialtronare.
Per questo il coordinamento a mio parere si deve difendere nel senso di precisare che il nostro intento (qui) e' quello di discutere per FARE.
Diversamente da quanto fanno i pontefici, che infatti pontificano . . . .
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Nel suo regolamento del coordinamento ritengo opportuno che ci sia una indicazione chiara delle sua vocazione PRATICA E FATTIVA.
LO si e' gia detto: il coordinamento NON e' un "pensatoio".
[tanto meno deve degenerare in CIALTRONATOIO[/b]
